mercoledì 11 novembre 2009

E allora? Ci siamo arenati? Dopo un'ottima partenza non scriviamo più? Diamoci da fare. Scriviamo qualsiasi cosa ci faccia riavvicinare. Più invecchio e più mi accorgo di quanto sia importante avre degli amici. Di quanto sia terapeutico incontrarli e ricordare le cazzate (ma anche no) vissute insieme. E non è nostalgia, o almeno non è solo nostalgia. Il mio presente, nonostante l'orribile momento politico attuale, è positivo e sereno. Ma mi fa piacere ogni tanto qualche flashback, soprattutto quando i protagonisti siete voi della 5F. E allora via ai ricordi, scriviamo anche di piccoli episodi che sbucano all'improvviso, o che ci siamo portati dietro e non ci hanno mai mollato. Magari insignificanti, ma anche loro sono i piccoli mattoncini del Lego della nostra vita. Comincio io.
27 Maggio '79. Festa del mio 18 compleanno. Un mese alla maturità, festa, regali. Voi mi regalate il mio primo orologio al quarzo. Bellissimo. Finalmente potrò dare sfogo alla mia mania di cronometrare qualsiasi cosa si muova velocemente: macchine, moto, aerei e soprattutto la Ferrari di Villeneuve in TV (sob, sigh).
Dopo la pizza tutti alla casa dell'impiccato, Faro superiore. Motivazione ufficiale nascondino (a un mese dalla maturità!!!!!), in realtà speranza nascosta di riuscire a imboscarsi con qualcuna delle compagne, di riuscire a dire quello che quasi sempre la timidezza tipica di quell'età ci impediva.
Mi ritrovo su un albero, nascosto pronti per i libera tutti...quando il mio Casio nuovo di zecca scivola dal polso e vola tre metri più in basso. Salto giù disperato, spero di aver avuto culo, che sia caduto su qualcosa di morbido...macchè! Una macchia nera invade il quadrante. Morto. A due ore dalla nascita. E che dispiacere aver distrutto il vostro regalo. Mentre Daniela urla un due tre visto Ferlazzo, le spedisco mentalmente il mio ennesimo vaffanculo e tiro su col naso alla Renato Dini. Il giorno dopo corro a comprarne uno uguale e questo durerà un pò di più, ma non l'ho mai sentito mio come quello che mi avevate regalato.
Un bacio a tutti
Giovanni

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